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sabato 25 ottobre 2008

La fotografia sportiva

Alessandro Ballan vincitore dei Campionati del Mondo di Ciclismo su strada 2008

Quest'anno a Varese dal 22 al 28 settembre 2008 si sono svolti i Campionati del Mondo di ciclismo su strada, una occasione imperdibile sia per gli appassionati di sport sia per gli appassionati di fotografia sportiva. Il giorno più importante è stato domenica 28 settembre 2008 con la prova Elite uomini vinta da Alessandro Ballan dopo 6 ore e mezza di gara.
Ogni giorno Ti capita di sfogliare riviste o quotidiani sportivi e l'attenzione, prima di leggere l'articolo, viene catturata dalle splendide immagini che immortalano l'evento, come un goal in una partita, la fatica che l'atleta sta affrontando in un momento decisivo della gara ciclistica o di atletica.....Questi sono tutti momenti che devi riprendere con reattività, non c'è spazio per i ripensamenti perché altrimenti l'attimo è perso per sempre.....Inutile dire che devi trovarti al posto giusto nel momento giusto e cercare di riprendere l'azione in modo preciso. Ovviamente ogni sport ha le sue regole e quindi conoscerlo aumenta le Tue probabilità di riuscire a prevedere l'azione in modo da riuscire a premere il pulsante di scatto nell'attimo esatto. Anche qui l'esperienza conta molto.
Un altro aspetto importante per la buona ripresa è che devi cercare di avvicinarti il più possibile alla scena, anche se non è facile: i fotografi professionisti hanno a disposizione un'area tutta per loro, lontano dalla calca della gente, mentre a noi fotografi amatoriali non ci resta che trovare il posto giusto cercando di farsi spazio tra la folla......Ricordati, però, che non sempre dove c'è più gente, questo sia il posto migliore per scattare.......


Una volta che hai individuato quello che per Te è il posto giusto, considera anche lo sfondo della scena, guarda nel mirino o sul display della fotocamera: ricordati che lo sfondo fa parte dell'immagine e spesso è fondamentale per ottenere fotografie di alto livello. Altro aspetto importante è la rapidità di scatto: siccome è difficile catturare azioni rapide, poter disporre di una fotocamera che scatta da 3, 5 o più fotogrammi al secondo facilita il compito e sicuramente in una di queste immagini c'è quella che hai desiderato.
Nel caso di una ripresa di un atleta in primo piano è buona norma cercare di isolare il soggetto: scatta con la massima apertura di diaframma possibile e con la massima velocità dell'otturatore; così facendo otterrai il soggetto in forte evidenza e lo sfondo molto sfocato.
Ovviamente con la fotografia sportiva non si ha tanto tempo a disposizione come per fotografare un paesaggio ed è inevitabile che in alcune situazioni lo sfondo risulta ancora troppo evidente anche se hai aperto tutto il diaframma: in questo caso un programma di foto ritocco può esserti di aiuto: in post produzione si può vedere se e come è possibile cercare di isolare di più il soggetto.
Praticamente in quasi tutti gli sport il viso dell'atleta trasmette emozioni: cerca di riprendere uno sguardo, una “smorfia” di fatica, un sorriso...la bravura del fotografo dipende anche dal saper catturare momenti così.
Nella composizione della fotografia puoi decidere se inquadrare la scena con la fotocamera in posizione orizzontale o verticale: una regola fissa non c'è, sei Tu a decidere...Se stai inquadrando un singolo atleta è preferibile usare la fotocamera in posizione verticale; così facendo la fotografia sarà “riempita” al meglio. Per l'azione con più atleti è preferibile optare per l'uso della fotocamera in orizzontale.
Un'altra regola essenziale per la fotografia in generale e che si adatta anche alla fotografia sportiva, è la regola dei terzi: se dividi la scena con due linee verticali e due orizzontali, devi cercare di immortalare il soggetto in uno dei punti di intersezione in modo da ottenere una fotografia molto più interessante; se inquadri un atleta che deve prendere la rincorsa per il salto in alto da destra verso sinistra, lascia più spazio a sinistra, altrimenti dietro l'atleta viene lasciato uno strano vuoto.
Prova a scattare due fotografie, in una applicando la regola dei terzi e nell'altra no: noterai una differenza significativa......
In conclusione, la pratica è sempre la migliore “maestra”...buon divertimento.

domenica 14 settembre 2008

Il fascino della fotografia in bianco e nero


Alcune persone pensano o credono che la fotografia in bianco e nero sia oramai sorpassata o magari non più di moda, ma non è affatto così.
Una fotografia in bianco e nero assume “fascino eterno”. Nella maggior parte degli scatti siamo abituati a ricercare e immortalare la bellezza del paesaggio o del ritratto con tutti i suoi colori, le sue sfumature, senza renderci conto che anche in bianco e nero la stessa immagine può esprimere la sua essenza e tutta la sua bellezza...
Con la fotocamera digitale è semplice e veloce passare dal colore al bianco e nero, ma con il tempo e con l'esperienza, devi essere capace di valutare come e quando un'immagine viene valorizzata dal bianco e nero.
Anche se a dirlo non sembra vero, a volte, una fotografia a colori può risultare “pesante” alla vista, pur rimanendo bellissima... i colori troppo accesi e i contrasti violenti possono “disturbare” una scena delicata.
Ovviamente esistono situazioni che richiedono assolutamente l'uso del colore, come i tramonti o le macro sui fiori, ma altre assumono più valore con il bianco e nero, come i ritratti dove alcune imperfezioni sono ridotte al minimo rendendo più risalto al volto.
In alcune riprese fotografiche la luce naturale risulta troppo intensa, falsa i colori, li sbiadisce; ma allo stesso tempo ci offre delle splendide ombre che in bianco e nero possono dare un effetto incredibile.
In altre riprese fotografiche si riesce a “fermare il tempo” usando sapientemente il bianco e nero, come le scene romantiche o le scene che rappresentano una situazione nostalgica.
Su alcune fotocamere digitali si può scattare direttamente in modalità bianco e nero, oppure si può convertire l'immagine a computer con i numerosi programmi di foto ritocco, come Adobe Photoshop o Nikon Capture NX. Soprattutto nel primo caso è bene essere sicuri dell'uso diretto del bianco e nero: devi essere in grado di valutare se la scena è adatta al bianco e nero, perché una volta che hai scattato, tornare al colore risulta difficile. Nel secondo caso è molto più semplice: scatta a colori e successivamente converti l'immagine in bianco e nero e, se la fotografia non è di tuo gradimento, con un semplice clic del mouse, torni all'originale. Prova con alcune fotografie che hai nella tua collezione, crea una copia della foto su cui vuoi eseguire le prove e sperimenta la magia del bianco e nero: ti si apriranno nuovi orizzonti di ripresa. Ricorda che le ombre sono il cuore della fotografia in bianco e nero.

domenica 27 luglio 2008

Cura della fotocamera

Arrivano le vacanze e siamo tutti pronti con le nostre macchine fotografiche per partire, per goderci il meritato riposo e , soprattutto per immortalare luoghi e situazioni particolari. E' sottinteso che trattandosi di apparecchiature molto sofisticate, vanno trattate con la dovuta cautela; cerca di evitare di far cadere la fotocamera e l'obiettivo, magari quando con la reflex si deve cambiare lo stesso per una determinata ripresa; prenditi il tempo necessario, senza fretta perché un attimo di distrazione si paga caro, la cui conseguenza sarebbe addio fotocamera, addio un bel po' di soldini e anche addio ai ricordi dei posti visitati..... Il corpo camera è sì robusto, ma al suo interno è composto da piccole parti sia meccaniche che elettroniche che possono essere compromesse se subiscono un duro colpo. Lo stesso discorso vale per gli obiettivi, che al loro interno sono composti da una serie di lenti che possono “perdere” l' allineamento ottico se subiscono un urto, e di conseguenza la messa a fuoco potrebbe risultare non più precisa su alcune zone del fotogramma o addirittura su tutta la scena inquadrata, in base alla focale utilizzata.
Un altro accorgimento utile è di non far subire alla fotocamera forti sbalzi di temperatura e umidità, altrimenti la formazione di condensa è inevitabile, con spiacevoli conseguenze.....un po' come quando d'inverno si rientra in casa con gli occhiali (si passa da un ambiente molto freddo ad uno caldo e umido), di colpo si appannano....così succede anche per la fotocamera e c'è il rischio che anche le parti interne della fotocamera si coprano di condensa; una situazione che favorisce molto l'appiccicarsi dello sporco sia sul sensore che sullo specchio. Un altro accorgimento molto utile: quando usi la reflex e devi sostituire l'obiettivo per una ripresa cerca di farlo nel modo più rapido possibile (se sei con un familiare o con un amico fatti aiutare), per evitare che troppa polvere entri nel corpo camera, soprattutto se ti trovi al mare in spiaggia o in montagna e comunque in una zona ventosa....così facendo riduci al minimo la possibilità che lo sporco raggiunga il sensore, altrimenti comincerai a notare sulle tue fotografie dei fastidiosi puntini scuri (polvere) sulle zone chiare dell' immagine, ed a passare molte ore sul computer con un programma di fotoritocco per cancellare questi “difetti” e far tornare “pulita” la tua tanto curata fotografia.....puoi anche provare a pulire da solo il sensore (sconsigliato!) con una pompetta a mano ad aria: operazione molto delicata perché non devi toccare assolutamente il sensore altrimenti sarebbe danneggiato irrimediabilmente; il consiglio che ti possiamo dare è quello di far eseguire questa operazione da un tecnico specializzato che con una modesta spesa ti rende la fotocamera come nuova. Noi ci siamo trovati in questa situazione, abbiamo portato la fotocamera dal nostro tecnico di fiducia e dopo una settimana via a scattare nuovamente altre meravigliose immagini.

domenica 29 giugno 2008

La profondità di campo



Quando si inquadra un soggetto particolare, puoi notare che esiste una fascia (distanza) davanti e dietro il soggetto stesso che deve essere a fuoco (nitida); questo effetto è noto come profondità di campo.
Ad ogni impostazione che usi con l'obiettivo, esiste un' unica distanza in cui i soggetti o gli oggetti inquadrati risultano perfettamente a fuoco.
Puoi variare la profondità di campo regolando l'apertura (minore profondità) o la chiusura (maggiore profondità) del diaframma. Un esempio: prova a scattare una fotografia mettendo a fuoco un oggetto (un fiore in un prato) con valore di diaframma impostato a f/4; noterai che dietro l' oggetto la nitidezza non è delle migliori, anzi lo sfondo risulta sfuocato. Questa impostazione va bene se devi mascherare un elemento che disturba la scena, enfatizzando al massimo il soggetto.....scatta la stessa scena inquadrata variando il valore di diaframma a f/32 oppure al valore maggiore permesso dalla tua fotocamera; il risultato è che adesso tutta la scena inquadrata è nitida, non solo davanti, ma anche dietro il soggetto.....sorprendente, vero?!
Uno dei fattori che incide sulla profondità di campo è la lunghezza focale: se utilizzi un teleobiettivo la profondità di campo è minore, mentre con un obiettivo grandangolare la profondità di campo è maggiore.
Un altro fattore fondamentale è la distanza dal soggetto: se si passa da 2 a 15 metri, il campo nitido è più esteso in profondità. In tante fotocamere reflex si può pre-visualizzare la profondità di campo premendo l' apposito pulsante; così facendo puoi valutare prima dello scatto l' effetto che avrà l' apertura del diaframma sul campo nitido.
Nella composizione della fotografia sta a Te scegliere la giusta profondità di campo, in base alla creatività del momento o in base al punto di vista “artistico” che hai.

domenica 15 giugno 2008

SENSIBILITA' (equivalenza ISO)

Il termine “sensibilità” è un modo di misurazione della luce della fotocamera digitale, e come per la pellicola viene espressa in valore ISO (International Organization for Standardization). Sigla che ha sostituito la sigla ASA (American Standards Association) usata un po' di anni fa... I valori utilizzati sono equivalenti (ASA 100 = ISO 100).
Più luce è presente nella scena inquadrata e minore sarà il valore ISO che puoi utilizzare; con meno luce puoi aumentare questo valore fino ad ottenere un tempo di posa che sia sufficiente a scattare la fotografia evitando il classico “mosso”, tenendo presente che con l'aumentare della sensibilità possono comparire dei disturbi (pixel luminosi) che degradano la fotografia stessa. Guardando la fotografia appena scattata sul monitor LCD della fotocamera non te ne rendi conto, ma rivedendo la fotografia a computer a pieno schermo ti accorgi che tutta la fatica che hai fatto per realizzarla viene vanificata da questo “rumore di fondo” a volte talmente evidente da rendere la fotografia inguardabile, e così sei costretto a passare ore davanti al monitor del PC usando un programma di fotoritocco per “recuperare” la fotografia.
Per esempio un alto valore ISO (800) lo puoi utilizzare per fotografie di interni, come Chiese o Castelli, dove la luminosità è scarsa, dovuta al fatto che generalmente vengono impiegate luci soffuse per creare “atmosfera”.
Al contrario per effettuare riprese con luce diurna cerca sempre di utilizzare il valore più basso (standard) dato dalla fotocamera, che è quasi sempre impostato su ISO 200. La gamma di sensibilità (nelle fotocamere digitali Reflex di fascia medio/alta) va da un minimo di ISO 100 fino ad un massimo di ISO 3200 (come per la NIKON D300).
In caso di dubbio, se non sai come comportarti e per non fare troppi scatti di prova, specie se il tempo a disposizione è limitato (visita guidata), utilizza la funzione ISO AUTOMATICO che compensa la sensibilità in modo ottimale in base alla luce rilevata, in modo da ottenere un'esposizione corretta e ,di conseguenza, una bella fotografia.
Molto importante è anche utilizzare il giusto “bilanciamento del bianco” (WB-white balance) in base alla sorgente di luce che illumina la scena per avere una resa fedele dei colori.
Se sei poco pratico o se vuoi lasciare questo compito alla fotocamera, attiva la funzione WHITE BALANCE AUTOMATICO che è adatta alla maggior parte delle situazioni di ripresa (per la sorgente di luce); se con questa impostazione non ottieni i risultati sperati (molto raro) seleziona manualmente uno dei valori pre-impostati:

incandescenza: per fotografie con sorgente luminosa data da lampade a filamento (classica lampadina);

neon: per fotografie con sorgente luminosa data da lampade al neon;

Sole diretto: per scene e soggetti illuminati dalla luce solare diretta;

flash: quando viene usato il flash incorporato o un flash esterno;

nuvoloso: per fotografie riprese con luce diurna col cielo nuvoloso;

ombra: per fotografie riprese con luce diurna col soggetto in ombra.

Come puoi notare ad ogni situazione di ripresa corrisponde quasi sempre il giusto bilanciamento del bianco: in questo modo otterrai una fotografia con i colori naturali, proprio come li hai visti, altrimenti se ne utilizzi uno non adatto alla condizione di ripresa otterrai una fotografia con i colori “falsati” (poco naturali e non fedeli alla realtà).
A questo proposito ricordati che, se usi l' impostazione manuale del bilanciamento del bianco, se cambia la sorgente di luce (esempio: dal Sole si passa ad una zona d' ombra, o da una scena ripresa all' aperto si passa ad un interno) devi selezionare la modalità più consona alla scena da riprendere in modo da avere la “sintonia” perfetta con la fonte di luce.

sabato 7 giugno 2008

Programmi digitali pre-impostati della fotocamera

Nelle fotocamere digitali sono inseriti i Digital Vari – Program, sì, ma cosa sono e a cosa servono?
Sono dei programmi pre – impostati che regolano tutti i parametri in funzione della scena specifica che si vuole riprendere, semplicemente ruotando il selettore o selezionando il programma scelto con l’ apposito tasto.
In queste modalità vengono ottimizzate tutte le impostazioni della fotocamera, lasciando molto più spazio alla creatività del fotografo.
Scopriamo insieme quali sono i più comuni:
Auto
Questa funzione la raccomandiamo a chi ha acquistato la sua prima fotocamera digitale; ottimo modalità per fotografie “inquadra e scatta” e per riprese generiche. I parametri di ripresa si regolano automaticamente in base alla luminosità della scena e al soggetto inquadrato, dando alla fotografia colori vivaci e il giusto equilibrio tra nitidezza e saturazione. In caso di scarsa luminosità, il flash incorporato, se presente, si attiva automaticamente.
Paesaggio
Questa funzione ottimizza il contrasto e i colori nelle fotografie di paesaggi, soprattutto con la presenza di cielo e alberi. A Te la scelta se utilizzare un obiettivo grandangolare (ampia visione) o un teleobiettivo per catturare un particolare (per fotocamera Reflex).
Ritratto
Questa funzione esalta il soggetto principale e, con i dettagli leggermente sfocati sullo sfondo, la fotografia acquista una discreta profondità. Anche qui in caso di scarsa luce, il flash incorporato si attiva automaticamente……ricordati di attivare la funzione”occhi rossi”.
Primi piani (macro)
Funzione ideale per fotografie ravvicinate di fiori, piccoli particolari a anche per gli insetti. Il soggetto principale ha così il massimo risalto. In caso di scarsa luce usa un solido treppiede per evitare il rischio di “mosso” con l’ autoscatto.
Sia con obiettivi grandangolari che con teleobiettivi metti a fuoco alla distanza minima consentita.
Sport
Con questa funzione la fotocamera esegue la messa a fuoco continua (col pulsante di scatto premuto a metà). Il tempo di posa molto rapido ti da la possibilità di immortalare l’ azione (come, ad esempio, una gara automobilistica) tenendo il soggetto principale in evidenza. Ricordati che non è facile tenere centrato il soggetto al centro dell’ immagine, specie su azioni molto veloci.
Paesaggio notturno
Con questa funzione il tempo di posa lungo rende fotografie notturne fantastiche. Obbligatorio è l’ uso del treppiede e l’ autoscatto (o controllo remoto col telecomando), e ricordati di attivare la funzione di riduzione del “rumore di fondo” su pose lunghe. Con tempo di posa superiore a 1 secondo, se la funzione è disattivata, specie nelle ombre possono apparire dei pixel luminosi colorati che disturbano l’ immagine.

lunedì 2 giugno 2008

Perchè scattare la fotografia digitale in formato RAW

Ghiacciaio_Rodano
Il Ghiacciaio del Rodano (Rhonegletscher)

Cosa significa RAW?
La traduzione dall’ inglese è “crudo/grezzo”.
Questo è un metodo di memorizzazione dei dati di una fotografia che non ha perdite di qualità durante la registrazione su schede di memoria.
I segnali catturati dal sensore rimangono inalterati.
Con questo metodo anche se alcune regolazioni della fotocamera, come il bilanciamento del bianco o l’ esposizione, non sono ottimali, si può correggere in elaborazione post-produzione, mantenendo la qualità ad altissimi livelli.
Fai molta attenzione anche alla messa a fuoco e alla profondità di campo, perché altrimenti non sarà possibile ricreare i dettagli persi da regolazioni non ottimali.
Ad oggi la maggior parte delle fotocamere reflex o le compatte di fascia alta danno la possibilità di memorizzare le fotografie in formato RAW.
E siccome i produttori sono tanti, ognuno ha scelto il suo nome e la sua sigla. Ecco un elenco dei principali:

• Nikon: NEF (Nikon Electronic Format)
• Canon: CRW (Canon Raw)
• Fuji: RAF
• Olympus: ORF (Olympus Raw Format)
• Epson: ERW (Epson Raw)
• Minolta: (Minolta Raw)

Eisgrotte_im_Rhonegletscher
La grotta del Ghiacciaio del Rodano (Eisgrotte im Rhonegletscher)

Generalmente, con l’ acquisto della fotocamera, il costruttore inserisce nella confezione un CD/DVD col programma di trasferimento e catalogazione delle fotografie e un software che consente la gestione e l’ elaborazione del formato RAW.
In mancanza di questo metodo di memorizzazione, sì utilizza il formato JPEG Alta Qualità (scattate sempre alla risoluzione massima consentita – file grande). Questo formato ha un rapporto di compressione basso (Lossless) con poca perdita di dati, e quindi di dettagli, adatto a stampe di alta qualità e ingrandimenti. Più si comprime la fotografia e maggiore sarà la perdita di dati (Lossy), con conseguente decadimento dell’ immagine finale.

PHOTO STITCHING (base)

Plansee



Cosa significa Photo Stitching? La traduzione letterale dalla lingua inglese della parola Stitch è cucire.
In campo fotografico è una tecnica che si usa con alcuni software per “cucire” (o meglio unire) più fotografie scattate in sequenza su un'unica scena, ottenendo così un’ immagine finale panoramica ad ampio raggio. Nella maggior parte dei casi questa tecnica si utilizza nella ripresa di fotografie panoramiche, ma si può utilizzare anche in altre situazioni, ad esempio si può catturare un particolare di una scena tipo una parte di una catena montuosa, la torre di un castello, una balconata e così via….ottenendo un’ immagine con una risoluzione e contrasto di colori molto superiore rispetto al singolo scatto.
Ovviamente bisogna tenere presente che così facendo, la scheda di memoria della fotocamera digitale si riempie molto velocemente; se si fotografa un panorama con un singolo scatto, esempio con una Reflex da 6 mega pixel, lo spazio occupato è di 6 mega pixel, mentre se si esegue, per lo stesso panorama una sequenza di 8 immagini, lo spazio occupato sarà di 48 mega pixel e quindi occorre avere l’accortezza di avere schede di memoria a sufficienza….
Ma vediamo ora come fare: tutto dipende da cosa vogliamo fotografare, quale obiettivo usiamo, tenendo presente che occorrono pochi scatti con obiettivi grandangolari, mentre con teleobiettivi il numero aumenta, anche di molto. In base alle condizioni di ripresa si possono ottenere fotografie qualitativamente valide anche a mano libera, cercando di tenere il più possibile la linea dell’ orizzonte sullo stesso piano, in modo da consentire al software in post-produzione la giusta unione delle immagini, altrimenti le foto verranno unite ugualmente ma con scarso, o meglio, pessimo risultato.
Ovviamente se invece si ha il tempo e la voglia di creare una fotografia eccezionale, si consiglia l’ uso di un solido treppiedi, meglio se con testa panoramica (tenete presente che uno valido pesa!).
La sovrapposizione dei fotogrammi deve essere circa del 30% per dare la possibilità al software di “lavorare in modo corretto”. Se le suddette aree sono troppo “strette” lo stesso software incontrerà molte difficoltà nell’ unire i fotogrammi con l’esatta precisione, mentre se si esagera con la sovrapposizione (dal 50% in su), dovrà processare molti dati inutili (perché doppi), sprecando tempo e risorse.
Inutile dire che occorre mantenere gli stessi valori di esposizione – tempo e diaframma – per tutti gli scatti per ottenere un’immagine finale uniforme. Se la fotocamera lo consente utilizzate sempre il formato RAW, che consente di correggere le piccole differenze cromatiche e di tonalità prima della conversione in Jpeg o Tiff.
Come prova per la realizzazione di una fotografia panoramica consigliamo di eseguire gli scatti da sinistra verso destra, anche con la fotocamera in verticale, così i file sono già nell’ordine esatto per il Photo stitching; una volta che si è presa familiarità con questa tecnica si possono realizzare gli scatti a mosaico.
I software da utilizzare sono tanti, a Voi la scelta.
E ora via con la pratica!!!

sabato 17 maggio 2008

Tecniche di ripresa: PAESAGGI


Come posso fare per realizzare una stupenda fotografia di un paesaggio? Indispensabile è osservare il panorama che si vuole immortalare, e poi certamente bisogna curare la composizione dell’ immagine, ma esiste un piccolo accorgimento che a molti può sfuggire: l’ora del giorno in cui si scatta! La luce ha una rilevanza importantissima su di un paesaggio, indipendentemente dal punto di osservazione. Le condizioni ideali sono al mattino (dal sorgere del Sole e per circa altre due o tre ore) e al tramonto ( da un paio di ore prima). Così col Sole basso sull’ orizzonte la luce risulta più calda, e con le ombre allungate la foto “acquista profondità”. Ovviamente non potendo fare diversamente, cioè se ci si trova in quel luogo in un’altra qualsiasi ora della giornata, è d’obbligo scattare lo stesso la fotografia; l’immagine non avrà la luce “perfetta”, ma almeno la “foto ricordo” è al sicuro.

Al momento della creazione dell’ inquadratura, quando si osserva nel mirino (macchine Reflex) o sul display (macchine compatte), ogni elemento deve avere la sua giusta posizione. Esempio: in genere quando si fotografa un paesaggio con un grosso albero, si tende a tenere quest’ ultimo al centro dell’ immagine….provate a spostare l’inquadratura in modo che l’albero occupi il lato destro o sinistro della larghezza dell’ immagine; il risultato? Ecco che la foto “acquista” valore e importanza.


Capita a volte, che a causa delle condizioni climatiche, i colori dell’ immagine risultino “innaturali”; per risolvere questo problema, se così si può definire, occorre abbinare il giusto bilanciamento del bianco al tipo di illuminazione, per avere la resa cromatica naturale. In aiuto c’è sempre la funzione “A” (Auto) che lascia questo compito al sensore della fotocamera.

Trovate le impostazioni adatte, occorre poi dare profondità all’ immagine, cosa che è abbastanza semplice: basta posizionare un elemento in primo piano, una persona, un muretto, un animale, una casa, una barca, ecc…, che apparirà molto grande rispetto a quelli in lontananza, chiudere il diaframma al valore desiderato in modo che tutta la scena inquadrata sia perfettamente a fuoco, dall’elemento in primo piano fino all’ orizzonte.


Con la fotocamera digitale poi, il nostro consiglio è quello di scattare più fotografie, magari da posizioni diverse, in modo da avere diverse prospettive, per poi scegliere quella venuta meglio. Ricordatevi che spostandosi di poco, anche il paesaggio cambia di molto.


Quale obiettivo usare? Gli obiettivi grandangolari, con la loro lunghezza focale, offrono i risultati migliori perché hanno un campo visivo molto ampio. L’importante è osservare bene, per togliere, con lo zoom, gli oggetti o gli elementi che “disturbano” la scena. Poi, si può anche provare a fotografare la stessa scena col teleobiettivo, magari per catturare un particolare (esempio una catena montuosa) , oppure eseguire una serie di scatti in sequenza per poi creare una foto panoramica (photo stitching) dai dettagli inimmaginabili.


Buon lavoro e buon divertimento.

venerdì 2 maggio 2008

Importanza della Profondità di Campo nell' impiego HDR

Lago_Morasco 
 
Nella realizzazione di immagini HDR (quando si utilizzano due o più fotogrammi) è essenziale tenere un’apertura di diaframma uguale su tutti gli scatti per avere un risultato omogeneo e un’immagine finale nitida.

Per la realizzazione di due o più scatti per ottenere un’immagine HDR, è buona norma utilizzare la funzione bracketing con la fotocamera in modalità Priorità Diaframma; in questo modo verrà variato solamente il tempo di esposizione, la profondità di campo nei diversi scatti ottenuti sarà la medesima e l’immagine finale in HDR sarà quindi nitida.

Se diversamente si utilizzerà la funzione bracketing con la fotocamera in modalità Priorità Tempi, verrà variato il valore di apertura del diaframma e gli scatti così ottenuti avranno differenti profondità di campo, poco percettibili se ottenuti con focale grandangolare, molto evidenti con focali tele.

Utilizzando scatti ottenuti con diverse aperture di diaframma per realizzare un’unica fotografia in HDR, si otterrà un’immagine finale con perdita di nitidezza data dalla sovrapposizione delle zone a fuoco con quelle anche solo leggermente sfocate.


domenica 13 aprile 2008

Tecniche di ripresa: RITRATTO


Per realizzare un buon ritratto il fattore determinante è la messa a fuoco, e la profondità di campo deve rimanere sotto controllo; operazione che risulta facile utilizzando l’ esposizione automatica con priorità al diaframma (AF-S).

Di norma il soggetto è al centro dell’ inquadratura, per cui è meglio dare preferenza alla misurazione parziale dell’ esposizione, così facendo la fotocamera rileva la luminosità solamente all’ interno del cerchio del mirino, ignorando il resto della scena (per far risaltare il soggetto, tenere il diaframma il più aperto possibile).

Un ritratto a mezzo busto può avere differenti luminosità nella scena che si vuole riprendere e l’esposimetro può rimanere ingannato (per esempio con un soggetto con vestiti molto scuri si può avere un’immagine sovraesposta come con un soggetto con vestiti molto chiari si può avere un’immagine sottoesposta); misurate sempre l’esposizione sull’incarnato per ottenere un ritratto correttamente esposto. Ovviamente questa è una regola di massima per un soggetto bianco con carnagione normale. Con una persona di colore o una persona con carnagione molto chiara si dovrà compensare la misurazione di conseguenza, sottoesponendo nel primo caso e sovraesponendo nel secondo.

In caso di scarsità di luce, se si utilizza il flash, ricordarsi di attivare la modalità per l’ attenuazione dell’ effetto “occhi rossi”.

Qualora si voglia realizzare un primo piano, un diaframma troppo aperto può dare scarsi risultati. La regola è effettuare la messa a fuoco sugli occhi del soggetto e una ridotta profondità di campo data da un diaframma troppo aperto restituirà un’immagine con il soggetto con gli occhi perfettamente a fuoco ma con il naso e le orecchie non nitide. Controllate sempre la profondità di campo con il pulsante di previsualizzazione chiusura del diaframma prima dello scatto.

domenica 30 marzo 2008

Tecniche di ripresa: ISTANTANEE

Cosa si intende per istantanea? È uno scatto fotografico realizzato “al volo”, senza preparativi ne regolazioni dell’ ultimo istante. Ci sono situazioni come feste in famiglia, giochi di bambini, ricevimenti, manifestazioni, ecc… dove non si ha il tempo necessario per curare bene tutte le regolazioni di ripresa.PAN_Schiranna

In questo caso si può realizzare una fotografia istantanea di alta qualità utilizzando la funzione AUTO della fotocamera, così sarà la stessa a regolare tutti i parametri, l’autofocus in base al soggetto inquadrato e la giusta esposizione, ottenendo, con il minimo sforzo, il massimo risultato.

Questa funzione la consiglio anche a chi non ha dimestichezza con le più sofisticate tecniche di ripresa.

domenica 16 marzo 2008

Un po' di Tecnica: INQUADRATURA

Il primo momento principale che precede lo scatto fotografico è l’ inquadratura, la fase in cui si compone l’ immagine, durante la quale si decide cosa andremo a vedere nella nostra fotografia; sia che riprendiamo un soggetto o un panorama bisogna attribuire od ogni componente il suo spazio e il suo ruolo all’ interno del fotogramma.
Essenziale è mettere a fuoco il soggetto principale, e poi osservare attentamente tutto quello che sta intorno, in modo da evitare spiacevoli sorprese a scatto avvenuto.

Quasi sempre la nostra attenzione si focalizza solo al centro del mirino, ma i contorni hanno un ruolo importantissimo per la buona riuscita dell’ immagine finale. La scena visualizzata nel mirino (o sul display) è quella che poi diventerà la fotografia vera e propria, quindi se non è di vostro gradimento, spostatevi e cambiate punto di ripresa, abbassandovi o cercando posto più elevato (a volte basta una panchina, un muretto), “giocate” con lo zoom ... vi accorgerete che cambia di molto, anche se vi siete spostati di poco ... se invece non è possibile “eliminare” gli eventuali “intrusi”, si può bypassare il problema usando il modo di scatto con priorità al diaframma: aprendolo tutto si fa in modo che il soggetto principale sia perfettamente nitido e a fuoco, se lo sfondo è lontano, il resto della scena diventa sfocata e così passa in se
condo piano, rendendo i contorni quasi indistinguibili. Questo metodo va bene se la scena inquadrata è tutta nelle immediate vicinanze, non va bene per le foto panoramiche, perché in queste ultime bisogna chiudere un po’ il diaframma per ottenere la maggior profondità di campo possibile, in modo che tutta la scena sia visibile e ben dettagliata.
Fondamentale è prestare molta attenzione alla linea dell’ orizzonte: è uno dei “difetti” di chi usa il metodo “inquadra e scatta”, inevitabile a volte ... per non perdere l’ attimo.

Purtroppo, se nella fotografia c’è un difetto, salt
a subito all’ occhio.

Passo_della_Novena

giovedì 13 marzo 2008

Piccolo accorgimento HDR

L’ alternativa ai tre scatti è quella di creare una immagine HDR (col programma Photomatix Pro) con un singolo fotogramma, basta modificarne il numero. In dettaglio: aprire il programma, cliccare su “Automate”, quindi “Batch Processing” e nella successiva maschera dove c’è la riga “Select 3 images at a time” modificare il 3 col numero 1… E il gioco è fatto!
Se non si compra la chiave del programma al momento del salvataggio sull’ immagine appaiono le scritte Photomatix. Buon lavoro!

venerdì 7 marzo 2008

HDR (High Dynamic Range)

Cadini_Misurina

...in parole semplici, l'HDR (High Dynamic Range) è una tecnica post-produzione che viene utilizzata per ottenere, praticamente, tutti i dettagli presenti nella fotografia, sia nelle ombre che nelle alte luci....con l'uso di programmi di elaborazione, di cui il più famoso è Photomatix Pro.
Come da regola con l'uso del cavalletto e impostando la fotocamera in modalità “bracketing”, bisogna scattare tre (o più) fotografie in formato RAW (grezzo), una sottoesposta (di -2 stop), una sovraesposta (di +2 stop) e una con esposizione corretta in modo da avere la Gamma Dinamica Luminosa Totale. Oppure, si può scattare un’unica fotografia (sempre in formato RAW) per poi estrarne tre utilizzando un software di elaborazione grafica (es.Photoshop).
Poi il programma, elaborando gli scatti, ne ricava uno con tutti i dettagli dell’ immagine.
Se si vogliono ottenere fotografie dall’ aspetto naturale si può intervenire in maniera “leggera”, altrimenti, accentuando particolarmente i filtri si ottiene un risultato veramente originale.

Infatti, col programma sopra menzionato, agendo sulla funzione “Tone Mapping”, che è senza dubbio la parte più creativa, e impostando la luminosità, il contrasto, la saturazione dei colori, i bianchi e i neri, il micro-smoothing e il micro-contrast (per accentuare i dettagli) si otterranno fotografie uniche ed estrose.

lunedì 25 febbraio 2008

Come realizzare un grande scatto


La realizzazione di una bella fotografia dipende, innanzitutto, dall’ inquadratura: devi avere la capacità di visualizzare ciò che Vuoi ottenere prima di scattare, quindi, quando inquadri prenditi tutto il tempo necessario (non avere fretta). Esistono delle eccezioni: attimi particolari, irripetibili o unici tipo una gara sportiva, un evento naturale (temporale), ecc… e lì l’esperienza la “fa da padrone” o comunque devi fare del Tuo meglio. La pratica è comunque la scuola migliore!

Passiamo al lato pratico: nell’ inquadratura fai molta attenzione ai particolari, non concentrarti solo sul soggetto principale, ma focalizza anche i piccoli dettagli soprattutto se … indesiderati (come cestini dell’ immondizia, cartelli stradali, macchine in sosta, cavi elettrici, cartelloni pubblicitari, ecc …).

Corvara_in_Badia.jpeg Quante volte hai scattato una fotografia e riguardandola Ti sei accorto che … potevi fare di meglio?? Tu dirai : “La correggo con un programma di Fotoritocco, ce ne sono tanti … “; ma così facendo non presterai mai la giusta attenzione, quindi osserva bene, nel mirino o sul display della fotocamera digitale, tutta la scena, anche gli angoli!

Ora sei pronto per scattare, a Te la scelta del metodo di ripresa: automatico, con priorità al diaframma, al tempo, manuale, sport, macro, paesaggio, ritratto ecc …………………………………….. CLICK!!

Piccoli ... miglioramenti

Senza “sconvolgere” la fotografia realizzata si possono apportare delle piccole modifiche che la migliorano sensibilmente. Basta agire sul contrasto, sulla nitidezza, sulla luminosità ed il gioco è fatto. Personalmente usiamo Picture Project e ci troviamo molto bene: ha tutte le principali funzioni e ti da la possibilità di archiviare le immagini per cartelle, creare slideshow e masterizzare le fotografie su cd/dvd.

Bosco_Campo_dei_Fiori

domenica 17 febbraio 2008

Suggerimento


Filtro UV Haze
(ultravioletto) per fotocamere Reflex.
Lo consigliamo vivamente, perchè la sua funzione è quella di "assorbire" le lunghezze d'onda non visibili dall' occhio umano, ma che vengono registrate dalla fotocamera accentuando l' effetto foschia e modificando leggermente la tonalità dei colori, soprattutto per le riprese effettuate in montagna e/o al mare, dove i raggi UV sono più presenti.
Inoltre serve anche per proteggere l'obiettivo sia dalla polvere che , più importante, dai graffi.

Chi siamo

Ciao, siamo Marco e Massimo, due fratelli "Nikonisti" amatoriali.
Nel tempo libero ci piace girovagare nei luoghi più disparati, specialmente in montagna. Abbiamo acquisito un po' di esperienza con molta pratica per realizzare un bello scatto. Non serve molto, basta essere dei buoni osservatori, saper visualizzare la foto prima di averla scattata ma sopratutto fare attenzione all' inquadratura del soggetto e/o panorama che si vuole "catturare".
Così nasce ... Cattura l' attimo.

Saremo lieti di condividere con Te le esperienze personali.

Dove

Siamo nati a Varese, "la Città Giardino", qualche anno fa....

Catena del Monte Rosa ripresa dal Mottarone

Catena del Monte Rosa ripresa dal Mottarone
1° premio concorso "Panoramio Contest marzo 2008" - categoria Travel

Germania - Schwangau

Germania - Schwangau
Il Castello di Neuschwanstein

Tramonto sul lago

Tramonto sul lago
... il cigno solitario ...

Valle d'Aosta - Valtournenche

Valle d'Aosta - Valtournenche
Il Lago Blu e il Monte Cervino (Matterhorn)