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domenica 29 giugno 2008

La profondità di campo



Quando si inquadra un soggetto particolare, puoi notare che esiste una fascia (distanza) davanti e dietro il soggetto stesso che deve essere a fuoco (nitida); questo effetto è noto come profondità di campo.
Ad ogni impostazione che usi con l'obiettivo, esiste un' unica distanza in cui i soggetti o gli oggetti inquadrati risultano perfettamente a fuoco.
Puoi variare la profondità di campo regolando l'apertura (minore profondità) o la chiusura (maggiore profondità) del diaframma. Un esempio: prova a scattare una fotografia mettendo a fuoco un oggetto (un fiore in un prato) con valore di diaframma impostato a f/4; noterai che dietro l' oggetto la nitidezza non è delle migliori, anzi lo sfondo risulta sfuocato. Questa impostazione va bene se devi mascherare un elemento che disturba la scena, enfatizzando al massimo il soggetto.....scatta la stessa scena inquadrata variando il valore di diaframma a f/32 oppure al valore maggiore permesso dalla tua fotocamera; il risultato è che adesso tutta la scena inquadrata è nitida, non solo davanti, ma anche dietro il soggetto.....sorprendente, vero?!
Uno dei fattori che incide sulla profondità di campo è la lunghezza focale: se utilizzi un teleobiettivo la profondità di campo è minore, mentre con un obiettivo grandangolare la profondità di campo è maggiore.
Un altro fattore fondamentale è la distanza dal soggetto: se si passa da 2 a 15 metri, il campo nitido è più esteso in profondità. In tante fotocamere reflex si può pre-visualizzare la profondità di campo premendo l' apposito pulsante; così facendo puoi valutare prima dello scatto l' effetto che avrà l' apertura del diaframma sul campo nitido.
Nella composizione della fotografia sta a Te scegliere la giusta profondità di campo, in base alla creatività del momento o in base al punto di vista “artistico” che hai.

domenica 15 giugno 2008

SENSIBILITA' (equivalenza ISO)

Il termine “sensibilità” è un modo di misurazione della luce della fotocamera digitale, e come per la pellicola viene espressa in valore ISO (International Organization for Standardization). Sigla che ha sostituito la sigla ASA (American Standards Association) usata un po' di anni fa... I valori utilizzati sono equivalenti (ASA 100 = ISO 100).
Più luce è presente nella scena inquadrata e minore sarà il valore ISO che puoi utilizzare; con meno luce puoi aumentare questo valore fino ad ottenere un tempo di posa che sia sufficiente a scattare la fotografia evitando il classico “mosso”, tenendo presente che con l'aumentare della sensibilità possono comparire dei disturbi (pixel luminosi) che degradano la fotografia stessa. Guardando la fotografia appena scattata sul monitor LCD della fotocamera non te ne rendi conto, ma rivedendo la fotografia a computer a pieno schermo ti accorgi che tutta la fatica che hai fatto per realizzarla viene vanificata da questo “rumore di fondo” a volte talmente evidente da rendere la fotografia inguardabile, e così sei costretto a passare ore davanti al monitor del PC usando un programma di fotoritocco per “recuperare” la fotografia.
Per esempio un alto valore ISO (800) lo puoi utilizzare per fotografie di interni, come Chiese o Castelli, dove la luminosità è scarsa, dovuta al fatto che generalmente vengono impiegate luci soffuse per creare “atmosfera”.
Al contrario per effettuare riprese con luce diurna cerca sempre di utilizzare il valore più basso (standard) dato dalla fotocamera, che è quasi sempre impostato su ISO 200. La gamma di sensibilità (nelle fotocamere digitali Reflex di fascia medio/alta) va da un minimo di ISO 100 fino ad un massimo di ISO 3200 (come per la NIKON D300).
In caso di dubbio, se non sai come comportarti e per non fare troppi scatti di prova, specie se il tempo a disposizione è limitato (visita guidata), utilizza la funzione ISO AUTOMATICO che compensa la sensibilità in modo ottimale in base alla luce rilevata, in modo da ottenere un'esposizione corretta e ,di conseguenza, una bella fotografia.
Molto importante è anche utilizzare il giusto “bilanciamento del bianco” (WB-white balance) in base alla sorgente di luce che illumina la scena per avere una resa fedele dei colori.
Se sei poco pratico o se vuoi lasciare questo compito alla fotocamera, attiva la funzione WHITE BALANCE AUTOMATICO che è adatta alla maggior parte delle situazioni di ripresa (per la sorgente di luce); se con questa impostazione non ottieni i risultati sperati (molto raro) seleziona manualmente uno dei valori pre-impostati:

incandescenza: per fotografie con sorgente luminosa data da lampade a filamento (classica lampadina);

neon: per fotografie con sorgente luminosa data da lampade al neon;

Sole diretto: per scene e soggetti illuminati dalla luce solare diretta;

flash: quando viene usato il flash incorporato o un flash esterno;

nuvoloso: per fotografie riprese con luce diurna col cielo nuvoloso;

ombra: per fotografie riprese con luce diurna col soggetto in ombra.

Come puoi notare ad ogni situazione di ripresa corrisponde quasi sempre il giusto bilanciamento del bianco: in questo modo otterrai una fotografia con i colori naturali, proprio come li hai visti, altrimenti se ne utilizzi uno non adatto alla condizione di ripresa otterrai una fotografia con i colori “falsati” (poco naturali e non fedeli alla realtà).
A questo proposito ricordati che, se usi l' impostazione manuale del bilanciamento del bianco, se cambia la sorgente di luce (esempio: dal Sole si passa ad una zona d' ombra, o da una scena ripresa all' aperto si passa ad un interno) devi selezionare la modalità più consona alla scena da riprendere in modo da avere la “sintonia” perfetta con la fonte di luce.

sabato 7 giugno 2008

Programmi digitali pre-impostati della fotocamera

Nelle fotocamere digitali sono inseriti i Digital Vari – Program, sì, ma cosa sono e a cosa servono?
Sono dei programmi pre – impostati che regolano tutti i parametri in funzione della scena specifica che si vuole riprendere, semplicemente ruotando il selettore o selezionando il programma scelto con l’ apposito tasto.
In queste modalità vengono ottimizzate tutte le impostazioni della fotocamera, lasciando molto più spazio alla creatività del fotografo.
Scopriamo insieme quali sono i più comuni:
Auto
Questa funzione la raccomandiamo a chi ha acquistato la sua prima fotocamera digitale; ottimo modalità per fotografie “inquadra e scatta” e per riprese generiche. I parametri di ripresa si regolano automaticamente in base alla luminosità della scena e al soggetto inquadrato, dando alla fotografia colori vivaci e il giusto equilibrio tra nitidezza e saturazione. In caso di scarsa luminosità, il flash incorporato, se presente, si attiva automaticamente.
Paesaggio
Questa funzione ottimizza il contrasto e i colori nelle fotografie di paesaggi, soprattutto con la presenza di cielo e alberi. A Te la scelta se utilizzare un obiettivo grandangolare (ampia visione) o un teleobiettivo per catturare un particolare (per fotocamera Reflex).
Ritratto
Questa funzione esalta il soggetto principale e, con i dettagli leggermente sfocati sullo sfondo, la fotografia acquista una discreta profondità. Anche qui in caso di scarsa luce, il flash incorporato si attiva automaticamente……ricordati di attivare la funzione”occhi rossi”.
Primi piani (macro)
Funzione ideale per fotografie ravvicinate di fiori, piccoli particolari a anche per gli insetti. Il soggetto principale ha così il massimo risalto. In caso di scarsa luce usa un solido treppiede per evitare il rischio di “mosso” con l’ autoscatto.
Sia con obiettivi grandangolari che con teleobiettivi metti a fuoco alla distanza minima consentita.
Sport
Con questa funzione la fotocamera esegue la messa a fuoco continua (col pulsante di scatto premuto a metà). Il tempo di posa molto rapido ti da la possibilità di immortalare l’ azione (come, ad esempio, una gara automobilistica) tenendo il soggetto principale in evidenza. Ricordati che non è facile tenere centrato il soggetto al centro dell’ immagine, specie su azioni molto veloci.
Paesaggio notturno
Con questa funzione il tempo di posa lungo rende fotografie notturne fantastiche. Obbligatorio è l’ uso del treppiede e l’ autoscatto (o controllo remoto col telecomando), e ricordati di attivare la funzione di riduzione del “rumore di fondo” su pose lunghe. Con tempo di posa superiore a 1 secondo, se la funzione è disattivata, specie nelle ombre possono apparire dei pixel luminosi colorati che disturbano l’ immagine.

lunedì 2 giugno 2008

Perchè scattare la fotografia digitale in formato RAW

Ghiacciaio_Rodano
Il Ghiacciaio del Rodano (Rhonegletscher)

Cosa significa RAW?
La traduzione dall’ inglese è “crudo/grezzo”.
Questo è un metodo di memorizzazione dei dati di una fotografia che non ha perdite di qualità durante la registrazione su schede di memoria.
I segnali catturati dal sensore rimangono inalterati.
Con questo metodo anche se alcune regolazioni della fotocamera, come il bilanciamento del bianco o l’ esposizione, non sono ottimali, si può correggere in elaborazione post-produzione, mantenendo la qualità ad altissimi livelli.
Fai molta attenzione anche alla messa a fuoco e alla profondità di campo, perché altrimenti non sarà possibile ricreare i dettagli persi da regolazioni non ottimali.
Ad oggi la maggior parte delle fotocamere reflex o le compatte di fascia alta danno la possibilità di memorizzare le fotografie in formato RAW.
E siccome i produttori sono tanti, ognuno ha scelto il suo nome e la sua sigla. Ecco un elenco dei principali:

• Nikon: NEF (Nikon Electronic Format)
• Canon: CRW (Canon Raw)
• Fuji: RAF
• Olympus: ORF (Olympus Raw Format)
• Epson: ERW (Epson Raw)
• Minolta: (Minolta Raw)

Eisgrotte_im_Rhonegletscher
La grotta del Ghiacciaio del Rodano (Eisgrotte im Rhonegletscher)

Generalmente, con l’ acquisto della fotocamera, il costruttore inserisce nella confezione un CD/DVD col programma di trasferimento e catalogazione delle fotografie e un software che consente la gestione e l’ elaborazione del formato RAW.
In mancanza di questo metodo di memorizzazione, sì utilizza il formato JPEG Alta Qualità (scattate sempre alla risoluzione massima consentita – file grande). Questo formato ha un rapporto di compressione basso (Lossless) con poca perdita di dati, e quindi di dettagli, adatto a stampe di alta qualità e ingrandimenti. Più si comprime la fotografia e maggiore sarà la perdita di dati (Lossy), con conseguente decadimento dell’ immagine finale.

PHOTO STITCHING (base)

Plansee



Cosa significa Photo Stitching? La traduzione letterale dalla lingua inglese della parola Stitch è cucire.
In campo fotografico è una tecnica che si usa con alcuni software per “cucire” (o meglio unire) più fotografie scattate in sequenza su un'unica scena, ottenendo così un’ immagine finale panoramica ad ampio raggio. Nella maggior parte dei casi questa tecnica si utilizza nella ripresa di fotografie panoramiche, ma si può utilizzare anche in altre situazioni, ad esempio si può catturare un particolare di una scena tipo una parte di una catena montuosa, la torre di un castello, una balconata e così via….ottenendo un’ immagine con una risoluzione e contrasto di colori molto superiore rispetto al singolo scatto.
Ovviamente bisogna tenere presente che così facendo, la scheda di memoria della fotocamera digitale si riempie molto velocemente; se si fotografa un panorama con un singolo scatto, esempio con una Reflex da 6 mega pixel, lo spazio occupato è di 6 mega pixel, mentre se si esegue, per lo stesso panorama una sequenza di 8 immagini, lo spazio occupato sarà di 48 mega pixel e quindi occorre avere l’accortezza di avere schede di memoria a sufficienza….
Ma vediamo ora come fare: tutto dipende da cosa vogliamo fotografare, quale obiettivo usiamo, tenendo presente che occorrono pochi scatti con obiettivi grandangolari, mentre con teleobiettivi il numero aumenta, anche di molto. In base alle condizioni di ripresa si possono ottenere fotografie qualitativamente valide anche a mano libera, cercando di tenere il più possibile la linea dell’ orizzonte sullo stesso piano, in modo da consentire al software in post-produzione la giusta unione delle immagini, altrimenti le foto verranno unite ugualmente ma con scarso, o meglio, pessimo risultato.
Ovviamente se invece si ha il tempo e la voglia di creare una fotografia eccezionale, si consiglia l’ uso di un solido treppiedi, meglio se con testa panoramica (tenete presente che uno valido pesa!).
La sovrapposizione dei fotogrammi deve essere circa del 30% per dare la possibilità al software di “lavorare in modo corretto”. Se le suddette aree sono troppo “strette” lo stesso software incontrerà molte difficoltà nell’ unire i fotogrammi con l’esatta precisione, mentre se si esagera con la sovrapposizione (dal 50% in su), dovrà processare molti dati inutili (perché doppi), sprecando tempo e risorse.
Inutile dire che occorre mantenere gli stessi valori di esposizione – tempo e diaframma – per tutti gli scatti per ottenere un’immagine finale uniforme. Se la fotocamera lo consente utilizzate sempre il formato RAW, che consente di correggere le piccole differenze cromatiche e di tonalità prima della conversione in Jpeg o Tiff.
Come prova per la realizzazione di una fotografia panoramica consigliamo di eseguire gli scatti da sinistra verso destra, anche con la fotocamera in verticale, così i file sono già nell’ordine esatto per il Photo stitching; una volta che si è presa familiarità con questa tecnica si possono realizzare gli scatti a mosaico.
I software da utilizzare sono tanti, a Voi la scelta.
E ora via con la pratica!!!

Chi siamo

Ciao, siamo Marco e Massimo, due fratelli "Nikonisti" amatoriali.
Nel tempo libero ci piace girovagare nei luoghi più disparati, specialmente in montagna. Abbiamo acquisito un po' di esperienza con molta pratica per realizzare un bello scatto. Non serve molto, basta essere dei buoni osservatori, saper visualizzare la foto prima di averla scattata ma sopratutto fare attenzione all' inquadratura del soggetto e/o panorama che si vuole "catturare".
Così nasce ... Cattura l' attimo.

Saremo lieti di condividere con Te le esperienze personali.

Dove

Siamo nati a Varese, "la Città Giardino", qualche anno fa....

Catena del Monte Rosa ripresa dal Mottarone

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1° premio concorso "Panoramio Contest marzo 2008" - categoria Travel

Germania - Schwangau

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Il Castello di Neuschwanstein

Tramonto sul lago

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... il cigno solitario ...

Valle d'Aosta - Valtournenche

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Il Lago Blu e il Monte Cervino (Matterhorn)